I punti di pivot: una semplice strategia per il controllo dei prezzi

I punti di pivot: una semplice strategia per il controllo dei prezzi

I punti di pivot rappresentano una semplificazione oggettiva nel nostro lavoro alla ricerca di un trend da sfruttare per un’operatività di successo. Scopri come calcolarli e come sfruttarli per ottenere un vantaggio quando fai trading.

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L’analisi tecnica e la sua applicazione al trading online deve essere sempre pensata come una semplificazione nella scelta che l’investitore deve prendere.
Spesso si pensa che più indicatori e linee si traccino e più si possa avere il controllo della situazione: niente di più sbagliato! Ho visto personalmente grafici pieni di linee orizzontali e diagonali, indicatori più o meno sofisticati, oscillatori, medie mobili…tutto bellissimo ma poi si perde di vista il fuoco principale: l’osservazione dell’andamento del prezzo nel tempo.

In questo articolo vi parlo dei punti di pivot perché sono uno dei più semplici metodi di individuazione del trend e che vi danno un riferimento chiaro e univoco sulla situazione in corso rispetto all’asset finanziario che state monitorando.

Che cosa sono i punti di pivot e a che servono

I punti di pivot sono molto utili perché servono ad individuare sul mercato i supporti e le resistenze, ovvero quei punti cosiddetti “di swing” dove ci si aspetta un pattern di inversione del trend.
Per calcolare i punti di pivot si prende il grafico tendenzialmente a barre giornaliere dello strumento finanziario che si vuole negoziare e si individuano prezzo massimo, prezzo minimo e prezzo di chiusura. Banalmente, si va a calcolare un prezzo medio con una semplice formula di media matematica, ovvero sommando i 3 valori tra di loro e dividendo il risultato sempre per 3.

A questo punto è possibile calcolare facilmente 3 livelli di supporto e 3 livelli di resistenza per la sessione successiva, che verranno poi tracciati sul grafico. Qui vi illustriamo il calcolo da fare, tuttavia c’è un indicatore che fa questo lavoro.

Il calcolo dei supporti e delle resistenze

Per calcolare i punti di pivot, come detto, partiamo dal calcolo del punto medio.
Se H=max, L=min e C=chiusura, il prezzo medio AP = (H+L+C) / 3

Ottenuto il prezzo medio, è possibile individuare i punti di supporto e resistenza così:

  • S1 = ( 2 * AP ) – H ; R1 = ( 2 * AP ) – L : sono rispettivamente il primo supporto e la prima resistenza, ovvero i valori più vicini al range della giornata precedente. Si usano in modo particolare in contrazione di volatilità, ossia quando ci si attende un’escursione di prezzo giornaliera rispetto alla seduta precedente.
  • S2 = AP – (R1 – S1) ; R2 = (AP – S1 ) + R1 : sono rispettivamente il secondo supporto e la seconda resistenza. Si usano in giornate di volatilità più alta e sono validi come continuazione del trend nel momento in cui i supporti e le resistenze precedenti vengono rotti al rialzo o al ribasso.
  • S3 = S2 – H – L ; R3 = R2 + (H – L) : sono rispettivamente il terzo supporto e la terza resistenza, ovvero i valori più lontani al range della giornata precedente. Sono da considerare gli obiettivi finali di una giornata fortemente direzionale e volatile. È consigliabile prendere profitto in caso di apertura di posizioni che raggiungono questi livelli. Per i traders più amanti del rischio si possono invece utilizzare come immediati punti di swing per fare dei profitti contro il trend principale.
Un esempio dell’applicazione dei punti di pivot con l’individuazione sul grafico di supporti e resistenze

Perché utilizzare i punti di pivot

I punti di pivot vengono utilizzati nel trading intraday per individuare i punti di possibile continuazione del trend o piuttosto i punti di inversione per aprire posizioni contrarie a quello che è il trend principale sino a quel momento sviluppato.

Sono livelli fondamentali perché sono quei livelli in cui statisticamente si registrano le maggiori oscillazioni del mercato e dunque fanno da calamita all’interesse degli investitori. I due motivi principali per cui utilizzare i punti di pivot sono:

  1. Consentono di individuare in modo universale il trend primario del mercato attraverso una semplice logica: se il pivot viene violato al rialzo, il mercato è bullish e si valutano operazioni al rialzo; se, viceversa, il punto di pivot cede al ribasso ci troviamo di fronte ad un mercato ribassista e pertanto occorre valutare operazioni di vendita. I punti di pivot sono validi giornalmente e dunque vanno ricalcolati ogni giorno successivo;
  2. I livelli dei punti di pivot generati e poi raggiunti dal mercato possono essere utilizzati per eventuali ingressi o uscite dal mercato, oppure per posizionare gli stop loss.

Come utilizzare i punti di pivot

I punti di pivot sono uno strumento di aiuto al trader, ma non devono essere interpretati come la soluzione universale ai problemi né come il metodo vincente per antonomasia. Occorre sempre avere in testa una strategia variabile e che consenta anche di accettare le perdite senza avere contraccolpi psicologici.

In sostanza, sto dicendo che l’uso dei punti di pivot da solo non è sufficiente. L’individuazione del trend va accompagnata anche dall’utilizzo di altri indicatori tecnici: il mercato ne offre tanti, scegliete voi quello che comprendete meglio o che meglio si addice alla vostra operatività.

Alcuni consigli utili

Per concludere, ecco alcuni consigli per quanto riguarda l’utilizzo coscienzioso dei punti di pivot, sperando di farvi cosa gradita.

Il primo consiglio è quello di abbinare ai punti di pivot un’informazione approfondita e costante sui fondamentali dell’asset finanziario che state osservando: una notizia improvvisa, il rilascio di dati importanti o la semplice speculazione dovuta a possibili offerte pubbliche d’acquisto possono scatenare la volatilità e dunque rendere interessante la vostra operatività. Tenete d’occhio i punti di pivot per comprendere dove il mercato può andare una volta violati questi punti e dove invece è previsto che si fermi.

Utilizzate i punti di pivot nei momenti della giornata caratterizzati da maggiore volatilità: in assenza di notizie particolari, questi sono l’apertura e la chiusura delle contrattazioni. Se fate trading di azioni italiane, per esempio, sappiate che dalle 9 alle 10 del mattino ci sono i maggiori volumi scambiati dell’intera giornata di contrattazioni. Conosco personalmente alcuni investitori che lavorano solo in quest’ora per poi dedicarsi ad altro.

Infine, i punti di pivot vanno utilizzati come input ma devono adattarsi al vostro stile di trading e non viceversa. Se non ritenete i punti di pivot utili alla vostra operatività, non siete obbligati ad utilizzarli.
Viceversa, poiché i punti di pivot sono un semplice aiuto visivo all’operatività, tracciateli sul grafico e poi utilizzateli tenendo sempre conto di che tipo di trader siete. Essenzialmente, vi sto chiedendo di scegliere se nuotare dalla parte della corrente e dunque assecondare il trend e cercare momenti coerenti ad esso, oppure se vi piace essere bastian-contrari e quindi i punti di pivot saranno il vostro mezzo per il fine di aprire posizioni di swing trading, ossia contro il trend primario.

Per finire, vi ricordo la cosa più importante: qualsiasi strategia che adottate nel trading non è infallibile, pertanto deve essere sempre accompagnata da una strategia d’uscita, anche in perdita. Utilizzare uno Stop Loss sulla posizione che aprite che sia in termini di singola operazione o monetario calcolato sulla percentuale totale del vostro capitale vi evita di bruciare il conto e aumenterà la vostra sopravvivenza sui mercati finanziari.

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