L'icona de "L’AMORE PIÙ GRANDE"

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L'ICONA DE "L'AMORE PIÙ GRANDE"   

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«L’amore più grande», tema proposto dall’Arcivescovo per l’anno pastorale 2014-2015, è associato ad un’immagine che ne richiami la profondità spirituale e la dimensione educativa. Martedì 3 febbraio, alle ore 21, presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino, Mons. Cesare Nosiglia ha benedetto questa un’icona, «scritta» appositamente per invitare i giovani e le loro comunità alla contemplazione dell’amore più grande. L’icona sta compiendo un pellegrinaggio negli Oratori della Diocesi nelle diverse realtà giovanili di associazioni, case religiose, movimenti e gruppi, quale occasione di preghiera con i giovani e per i giovani, nel Bicentenario di don Bosco, in preparazione all’Ostensione della Sindone e all’attesa visita di Papa Francesco.
L’icona ha al centro la scena della crocifissione con Maria e Giovanni e, nella cornice, i volti di otto santi legati direttamente o indirettamente ai giovani: San Giovanni Bosco, San Leonardo Murialdo, beato Pier Giorgio Frassati, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Filippo Neri e San Carlo Borromeo, San Luigi Gonzaga e San Giovanni Paolo II. Ad essi sono affidati i singoli «poli di pellegrinaggio» proposti da Turin for Young a tutti i pellegrini e ad ogni sosta sarà associata una specifica proposta di meditazione, con alcune «parole chiave».
Lo studio del soggetto è interessante e ricco di richiami.
 
CRISTO
Passione. Al cuore di ogni percorso c’è la Cattedrale ove è custodita la Santa Sindone con il Museo dedicato al Sacro Lino, vero centro irraggiante dell’Amore più grande
 
SAN CARLO
Pellegrinaggio. Al tema del pellegrinaggio è associato il santo Arcivescovo di Milano che ebbe per la Sindone una particolare devozione. Emanuele Filiberto infatti portò il Telo a Torino nel 1578 per abbreviare il viaggio dell’Arcivescovo di Milano che, a piedi, si stava recando a Chambéry per venerarlo).
 
SAN GIOVANNI BOSCO
Educazione. Attorno a questo fulcro ruoteranno le altre proposte principali della Pastorale Giovanile. Innanzitutto Valdocco, con l’articolato complesso del Santuario, delle camerette e del primo Oratorio di don Bosco. La visita e la preghiera sia memoria dell’Amore più grande vissuto da Don Bosco, appello alla propria vita sulla responsabilità educativa di ciascuno, in particolare dei giovani per i giovani, soprattutto in questo anno Bicentenario dalla sua nascita.
 
SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO
Responsabilità. Accanto a Valdocco, il secondo polo sarà la Piccola Casa della Divina Provvidenza, dove pulsa tutt’ora la carità del Cottolengo. Siamo invitati a meditare non solo sulla figura del santo dei poveri e dei malati ma, attraverso il suo cuore, a sostare sul mistero della sofferenza, in quella logica di prossimità tanto ribadita da Papa Francesco.
 
BEATO PIER GIORGIO FRASSATI
Audacia. Presso il santuario della Consolata, nel chiostro, è allestita una mostra sulla vita affascinante e intensa del più noto tra i santi giovani di Torino: il beato Pier Giorgio Frassati, di cui quest’anno si celebrano congiuntamente due anniversari: il novantesimo della morte e il venticinquesimo della beatificazione. Il suo volto è un invito a riscoprirne la testimonianza e a imitarne il coraggio.
 
SAN LEONARDO MURIALDO
Lavoro. Poco lontano, c’è il Collegio degli Artigianelli di corso Palestro: la presenza viva qui è di San Leonardo Murialdo, con la mostra permanente che ne illustra l’opera e il messaggio, particolarmente legato alla formazione professionale dei giovani, vera urgenza per chi ha a cuore il presente e il futuro delle giovani generazioni.
 
GIOVANNI PAOLO II
Mondialitá. Anche il SERMIG, in borgo Dora, è una frequentata meta dei percorsi giovanili, con la sua forte sollecitazione al servizio missionario: la memoria di San Giovanni Paolo II è stimolo ad assumere la forte sollecitazione di Papa Francesco sull’annuncio della gioia del Vangelo nel mondo attuale, specialmente tra i giovani.
 
SPOSI DI CANA
Fede. I giovani potranno trovare un importante luogo di incontro con una presenza stabile a servizio di tutte le necessità del loro pellegrinaggio presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi, vicinissimo a Palazzo di Città, nel cuore di Torino, là dove è nato l’Oratorio di don Bosco. L’amore più grande significato nel vino buono del primo segno di Gesù (Gv 2,1-12) ci chiede quanto siamo disponili a compiere qualunque cosa il Signore ci chieda, nella fede ricevuta e donata.
 
SAN FILIPPO
Gioia. La Chiesa più grande di Torino è quello dedicata a San Filippo Neri, il primo santo dell’Oratorio, di cui ricorrono quest’anno i cinquecento anni dalla sua nascita. Incontrare e pregare «Pippo buono» interroga il nostro spirito circa le ragioni profonde della gioia cui è chiamata la nostra vita.
 
SAN LUIGI
Servizio. In viale Thovez, a Torino, è operante il Villaggio Sindone con il nuovo centro di pastorale giovanile, affidato al prezioso servizio dei volontari: nella cornice dell’icona è raffigurato anche il giovane San Luigi Gonzaga, uno dei più grandi patronidei giovani e la cui festa liturgica ricorre proprio il 21 giugno, data scelta da Papa Francesco per la sua visita a Torino. Il suo volto è provocazione al servizio per amore e invito alla preghiera per tutti i volontari.
 
MADONNA
Accompagnamento. Fuori dalla città di Torino saranno due i poli fondamentali del pellegrinaggio dei giovani: Chieri e Castelnuovo. A Chieri don Bosco ha vissuto i dieci anni decisivi che hanno segnato l’intera sua vita: qui è stato giovane, ha studiato, lavorato, si è divertito ma, soprattutto, ha maturato il suo orientamento decisivo di vita, consegnando il suo «SÌ PER SEMPRE» a Dio attraverso la mediazione materna della Madonna delle Grazie, invocata con particolare devozione dal giovane Giovanni Bosco nella cappella a Lei dedicata nel Duomo di Chieri.
 
SAN GIOVANNI APOSTOLO
Vocazione. Infine, il volto del discepolo amato, di San Giovanni apostolo, ci rimanda al Colle don Bosco, dove un altro Giovanni, «Giovannino» Bosco è nato duecento anni fa, il 16 agosto 1815 e a nove anni ha ricevuto il sogno di Dio sulla sua vita: sul «prato del sogno» Giovannino viene affidato da Gesù a sua madre, come il discepolo amato presso la Croce. Si intuisce dunque come queste dodici parole (associate ad un Santo e ad un luogo) rappresentino un vero e proprio itinerario educativo e spirituale offerto ai giovani della nostra Diocesi come ai giovani che giungeranno pellegrini a Torino.
 
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