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INNO

PAPA-TEMA

L'INNO 

L'inno italiano della GMG

La versione corale è cantata e arrangiata dal coro della Pastorale Giovanile di Milano “Shekinah”; insieme alla versione cantata, lo stesso coro ha preparato anche lo spartito musicale.

La traduzione italiana dell’inno, dopo un passaggio più letterale, è stata elaborata in una versione più libera e poetica da Valerio Ciprì, che per il Gen Rosso ha scritto moltissimi testi di canzoni ormai molto diffuse e popolari.

 

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Di cosa parla l'inno della GMG 2016?

È così che ha avuto inizio il lavoro per l’inno e il carattere espresso dal versetto biblico menzionato pervade l’intera canzone. Il testo affonda le sue radici nelle Sacre Scritture e ne esprime il contenuto con parole poetiche. L’inno si apre con un estratto del Salmo 121 (120), che infonde nei nostri cuori pace e fiducia nel misericordioso sguardo che il Signore ci rivolge; Egli porterà a compimento la promessa di essere accanto all’umanità “ora e per sempre”. Proprio nella prima strofa, al centro della citazione veterotestamentaria, Dio è descritto come misericordioso. Nella seconda strofa troviamo riferimenti alla parabola della pecorella smarrita del Vangelo di Luca (Lc 15, 1-7), che suscita speranza nello sforzo continuo di Dio di riportare l’uomo alla pienezza della vita. Nella parabola Gesù assicura che, in cielo, vi è immensa gioia per la conversione di ogni peccatore. Attraverso la Sua morte in croce, Gesù ha spalancato per noi le porte di una nuova vita: ha condotto l’umanità a un piano eterno di salvezza per mezzo del Suo Santissimo Sangue, versato per noi. Il ritornello riprende le parole della quinta Beatitudine del Discorso della Montagna, del Vangelo di Matteo (Mt 5, 3-10): “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”. Si tratta del motto della Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Cracovia, città del messaggio della Misericordia consegnato a S. Faustyna Kowalska.
 
La terza strofa è una parafrasi delle parole del Salmo 130 De profundis: “Se consideri le colpe, Signore, / Signore, chi potrà sussistere? / Ma presso di te è il perdono: / e avremo il tuo timore”. L’atteggiamento di Dio nei nostri confronti ci ispira a vivere la misericordia nelle relazioni con il prossimo. La strofa successiva comunica il significato di alcuni punti fondamentali del Kerygma (l’insieme delle verità fondamentali contenute nel Vangelo), che riguardano la nostra liberazione nella crocifissione, morte e Risurrezione di Cristo, oltre all’accoglienza di Gesù, nella fede, quale unico Signore e Salvatore. Il bridge dell’inno contiene un incoraggiamento a vivere nel segno della speranza e della fiducia, che scaturiscono dalla Risurrezione di Gesù Cristo.

 

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